mercoledì 23 giugno 2021

Si lavora e si fatica


si lavorava senza pensare alla fatica; si sapeva che si doveva lavorare tanto con tutti quei figli: ne sono nati .8. non è uno scherzo: pure .4. sono morti: 4 sono al mondo, i maschi erano diventati grandi, e quello di .25. anni pensava di sposarsi; un giorno disse papà mi vorrei sposare cosa dici; bè!! guarda che ti piacia; perchè il matrimonio non è come un paio di scarpe, che quanto non ti piace l’è puoi cambiare; ma la moglie deve durare tutta la vita! Perchè sposarsi è una cosa; ma dovere mantenere una famiglia è un altra.

C. Marchi, Il tuo nome sulla neve. Gnanca na busìa. Il romanzo di una vita scritta su un lenzuolo [1992], Milano, Il Saggiatore, 2012

Nota: Il lenzuolo di Clelia Marchi è conservato presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (AR). La trascrizione del testo è stata eseguita da Rosanna Mai.

Immagine: Salvatore Ferragamo, scarpa in merletto di Tavarnelle

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