sabato 10 novembre 2007

Una borsa di libri per il Cile

La presidentessa cilena Michelle Bachelet ha preso una iniziativa insolita per elevare il livello culturale dei suoi concittadini.
Dato che in Cile si legge pochissimo e che la povertà di numerose famiglie non facilita l'approccio alla lettura, il governo ha deciso di investire circa sette milioni di euro per l'iniziativa Una borsa di libri.

Dopo che una apposita commissione ha selezionato 49 titoli tra cui scegliere, saranno preparati e distribuiti alle famiglie indigenti, tra il 2008 ed il 2010, centrotrentatremila pacchi-dono, ciascuno con nove libri, oltre ad un dizionario enciclopedico.
Ci saranno raccolte di fiabe (Andersen, Perrault, Grimm, Esopo), fumetti (Tin Tin di Hergé e Asterix di Goscinny), libri di letteratura internazionale (L'isola del tesoro di Stevenson, Le metamorfosi di Kafka, Cuore di De Amicis, I racconti di Hemingway, Il libro di Tobia dalla Bibbia).
L'elenco completo dei libri della lista si trova nel link alla fine di questa pagina.

I dubbi sull'operazione sono tanti: i libri, per chi non ha niente, sono un bene di valore (Pinocchio non vende forse l'Abbecedario per avere i soldi per entrare nel Teatro dei Burattini di Mangiafuoco?); non sarebbe stato opportuno fare invece un investimento socialmente più importante del regalo di una bibliotechina personale di base, come investire in biblioteche locali o nei BiblioBus, le biblioteche circolanti su autobus che se ne vanno in giro, oggi, in vari paesi africani a prestar libri e passavano da un paesino all'altro nella nostra Italia della fine annii '50? (A dire la verità, il BiblioBus ce l'hanno anche oggi a Firenze, all'Isolotto....)

D'altra parte, ciascuno conosce i problemi della sua nazione: in Francia hanno regalato a tanti studenti una penna USB piena di programmi Open Source per convincerli all'uso dell' ordinateur.

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